Fine Robusta: Storia di un caffè quasi sconosciuto

Canephora, Robusta: sono molti i nomi utilizzati per identificare una sola specie di pianta di caffè. Conosciamo insieme i segreti di questo caffè e della sua categoria “Fine Robusta”.

La coffea robusta si può considerare come une dei “genitori” della rinomata specie Arabica. Questo perché essa deriva dall’incrocio della Canephora con l’Eugenioides. Ciò che ne è uscito è una nuova specie con frutti e caratteristiche organolettiche totalmente differenti ed una qualità migliore. Basti pensare che nella Robusta sono presenti solamente 22 cromosomi mentre all’interno dell’Arabica ben 44.

In tazza la Canephora rilascia dei sentori e degli aromi che secondo lo Specialty arabica sono difetti. Questi sono:

  • gusto spiccatamente amaro, dovuto ad una maggiore quantità di caffeina
  • gusto salmastro e bassa acidità
  • forte sensazione astringente

Se queste, appena elencate, erano le caratteristiche organolettiche principali è bene sapere che la robusta è solitamente divisa, secondo gli standard del Coffee Quality Institute in tre differenti categorie di punteggio qualità, ed la prima tra queste è proprio al “Fine Robusta”

La classifica delle categorie della specie Coffee Canephora è:

  • Fine Robusta
  • Premium Robusta
  • Commercial Robusta

Il Fine Robusta è un caffè verde che su un campione di 350g ha zero difetti primari e non più di cinque secondari. Sul campione di caffè tostato sono presenti al massimo 3 chicchi di colore chiaro. Il punteggio finale è superiore agli 80 punti.

Il Premoum e il Commercial Robusta invece sono le altre categorie con maggior numero di difetti e con un punteggio in tazza maggiore o uguale agli 80 punti (per i primi elencati).

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