La storia della Moka

La Moka è tra le più celebri macchine per il caffè e accessorio imprescindibile in ogni cucina italiana. Popolare in tutto il mondo, in paesi come Portogallo e Brasile è addirittura conosciuta come cafetiera italiana, la sua storia è un bellissimo esempio di eccellenza Made in Italy.

La Moka è stata inventata da Alfonso Bialetti nel 1933, e prodotta per la prima volta in una fabbrica che all’epoca realizzava semilavorati in alluminio. In effetti la moka altro non è che un oggetto in alluminio formato da quattro componenti, insieme a una guarnizione e a un manico in bachelite. Il nome deriva dalla città di Mokha nello Yemen, una delle prime e più famose zone di produzione del caffè, in particolare della pregiata qualità arabica.

Secondo la versione della storia diventata più popolare, l’idea è venuta a Bialetti osservando delle lavandaie – qualcuno sostiene la moglie – che facevano il bucato in una vasca con al centro un tubo da dove fuoriuscivano acqua calda e sapone, una sorta di antenato della lavatrice. La stessa procedura di bollitura e distribuzione dell’acqua è alla base del meccanismo che permette l’estrazione del caffè all’interno della moka e ha dato via al progetto per realizzarla.

La storia della moka come oggetto di design.

La forma originale della moka, protetta da brevetto industriale, prevedeva una forma a base ottogonale. Anche se oggi ne esistono diverse varianti, la forma della Moka Bialetti non è mai cambiata in quasi 90 anni di storia. Oggi è riconosciuta come una delle migliori espressioni dell’artigianato e del design italiano, tanto che è esposta in due importanti musei internazionali accanto ad altri oggetti iconici: il MoMa di New York e la Triennale di Milano.

L’importanza riconosciuta alla moka sta anche nel fatto che ha cambiato il rapporto degli Italiani con il caffè. Prima della sua invenzione, esistevano altri modi per preparare il caffè a casa (alcuni popolari ancora oggi), come la caffettiera in terracotta francese, la caffettiera all’americana e quella a infusione. In Italia a inizio Novecento erano comparse anche le prime macchine per l’espresso, ma in generale bere il caffè era un gesto legato esclusivamente ai bar.

La moka è diventata un oggetto di largo consumo dopo la fine della Seconda guerra mondiale grazie al boom economico e a un grande investimento pubblicitario della Bialetti fatto di annunci su giornali e spot radiofonici e televisivi, compreso l’omino coi baffi protagonista di alcune pubblicità trasmesse durante il Carosello.

La moka, che oggi è presente in tutte le case italiane e non, ha reso possibile e fatto diffondere un consumo del caffè casalingo, economico e di facile preparazione.