Alphabetcity: “Bazzara, la torrefazione triestina che trasforma il caffè in cultura”

 

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Alla prima occhiata, il sito di Bazzara non appare come la tradizionale vetrina di una torrefazione. Le miscele, le monorigini e le capsule ci sono, ma il caffè sembra essere origine e sintesi di un ecosistema ben più ampio e complesso, che comprende un’azienda familiare, un’accademia di formazione, un progetto editoriale e un percorso improntato alla sostenibilità.

La storia prende forma nel 1966, quando Dionisio Bazzara rileva una piccola torrefazione triestina e la trasforma nel nucleo dell’attuale impresa di famiglia. Il riferimento alla data non è solo celebrativo: segna l’origine di una continuità generazionale che oggi si esprime in una doppia identità, artigiani e al tempo stesso “artisti del caffè”.

Ogni miscela viene raccontata come una composizione, frutto della selezione di Arabica e Robusta dalle principali aree caffeicole, di una tostatura lenta e di una forte attenzione al design. Il legame con Trieste, città-porto storicamente centrale nel commercio del caffè, è costante e diventa parte integrante del posizionamento del marchio.

L’offerta copre diverse fasce e canali, dall’horeca al retail fino all’e-commerce. Accanto alle linee di alta gamma premiate per tre anni consecutivi ai Luxury Food & Beverage Quality Awards (2023; 2024; 2025), convivono monorigini selezionate, blend basati sulla tradizione dell’espresso italiano, proposte biologiche e decaffeinate.

L’accento è posto sulla freschezza, con tostatura artigianale e lenta, realizzata al momento dell’ordine e raffreddamento ad aria, in contrapposizione ai modelli più industriali.

Una delle dimensioni più rilevanti dell’ecosistema Bazzara è certamente l’Academy, spazio formativo nel cuore di Trieste che amplia il perimetro aziendale oltre la produzione. Qui si organizzano corsi per appassionati e professionisti, articolati sui principali ambiti della filiera, dal caffè verde alla tostatura, dal brewing alla sensory analysis.

La formazione è affidata a Marco Bazzara, Q-Instructor, Q-grader, sommelier, sensorialista e Quality Manager di Bazzara. La città stessa entra nel percorso didattico, diventando parte dell’esperienza culturale e professionale.

A questa vocazione si affianca un progetto editoriale consolidato, la collana CoffeeBooks, con volumi tradotti in diverse lingue, che affrontano in modo sistematico botanica, filiera, degustazione, latte art e contributi di esperti del settore. Non si tratta di semplici pubblicazioni promozionali, ma di testi tecnici adottati come riferimento da molti operatori. In questo modo la “cultura del caffè” evocata nel racconto aziendale si traduce in contenuti strutturati e durevoli.

Sul piano della sostenibilità, Bazzara organizza il proprio impegno attorno a quattro direttrici che integrano ambiente, persone, innovazione e partnership. Il lessico richiama i framework ESG, ma viene declinato nel contesto specifico della filiera del caffè, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare anche il posizionamento internazionale del caffè italiano.

Eventi come il Trieste Coffee Experts – il più importante summit B2B extra-fieristico del settore caffè in Italia, giunto a dicembre alla sua ottava edizione – insieme ai format collegati, come gli Stati Generali del Caffè e il Think Tank Torrefattori, e alle produzioni video, completano un disegno che punta alla costruzione di una community di operatori e appassionati.

Il risultato è un’identità che supera la semplice dimensione produttiva: la tazzina rappresenta l’esito visibile di un sistema che comprende selezione delle materie prime, analisi sensoriale, formazione tecnica, editoria e progettualità culturale.

Nel complesso, Bazzara si presenta non solo come torrefazione artigianale triestina, ma come hub del caffè, in cui prodotto e cultura vengono messi sullo stesso piano e integrati in una strategia coerente e riconoscibile.