Anzi. Nei mutati scenari legati alla pandemia sono state proprio le donne e le madri a ritrovarsi ancora una volta penalizzate. Bazzara, azienda che da sempre ha preso una ferma posizione contro la violenza sulle donne e che da sempre crede e lotta per la parità di genere, conta per più della metà del suo organico la maggioranza femminile ma non solo: la quasi totalità dei ruoli manageriali è “rosa”, dall’amministrazione al fondamentale dipartimento export. E anche in questo 25 novembre, l’azienda prende la sua posizione scegliendo un’immagine iconica del settore, quella della tazzina in una versione “particolare”: una tazzina ormai “rotta”, ritratta in tutta la sua fragilità, metafora di quella violenza che nella donna può risultare incurabile e lasciare tracce indelebili per tutta la vita. Un piccolo seppur sentito contributo per contrastare un grave problema culturale, fatto di stereotipi di genere e di un linguaggio che tende a consolidare ruoli e consuetudini sociali spesse volte disfunzionali.
A dieci anni dal rebrand del 2015, Bazzara prosegue il proprio percorso di evoluzione nel segno di un posizionamento sempre più internazionale e luxury. L’identità visiva e il packaging della linea Luxury sono stati semplificati per migliorare leggibilità e coerenza, mantenendo al centro i valori espressi dal payoff Italian Coffee Heritage: tradizione, qualità e cultura del caffè italiano.
Il Manifesto, nato dai contenuti emersi durante l’ottava edizione del Trieste Coffee Experts, sintetizza sette direttrici strategiche per il futuro del caffè italiano: coesione di filiera, identità dell’espresso, giusto valore della tazzina, sostenibilità concreta, formazione, AI come leva e rilancio del Made in Italy. Un documento destinato a evolvere in un Paper redatto e condiviso con i protagonisti della filiera.